Hellblazer

Baker Street News: Trailers come se piovesse!

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John Constantine venduto alla concorrenza dei supertizi in mutandoni!

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The Flash col costume da pistola!

E molto, molto altro!

In questo periodo di propaganda spietata, dove i politicanti si aggirano per le buie strade dell’internetto armati di un sorriso smagliante, volantini dalle foto “al limite dell’osservabile” [semicit.] e promesse che non hanno assolutamente alcuna idea di mantenere (Vi restituiremo il magazzino Planeta De Agostini! Sì! Con tutti i numeri di Flash che vi mancavano! E faremo riprendere le riprese di Firefly! Ricominceremo Dottor House con il doppiatore originale! Votateci! Votateci! La volete una DeLorean con il flusso canalizzatore nel parcheggio dell’ateneo, per arrivare sempre puntuali a lezione, anche se vi svegliate alle undici e mezza? Votateci! Votateci!), mancava in effetti quella luce in fondo al tunnel che raccontasse storie serie e epiche, passioni genuine e totalmente disinteressate, forse frutto dell’immaginazione, ma per questo terribilmente reali.
E mentre guardi i volti di amici candidati senza riuscire a scacciare dalla mente le scene finali de La Zona Morta di David Cronenberg, anche tu senti il bisogno di tornare a scrivere robe di ridere, o comunque robe più serie della politica, che ci vuol poco.
Basta essere un minimo coerenti (ah! Brucia!).

Che poi, oh, non scherziamo (Ragazzi, ma siam pazzi?).
Dall’ultimo post sul tabagista imbroglione in impermeabile da pervertito al parco è passato un mese.
E ne succedono di cose, in un mese.
Ad esempio, succede che non sarà tabagista neanche per un cazzo: la NBC ha stabilito che fosse troppo, uh, diseducativo permettere a Giovanni Constantino di tenere sempre la sizza in bocca, e allora no, niente, a monte, mangerà cingomme, come nel tristissimo finale del Constantine cinematografico.
Un dubbio si insinua a questo punto nei meandri della mente leggero e discreto come un elefante col Parkinson nel soggiorno di tua nonna: se le sigarette sono politically scorrect, il resto del fumetto, allora?
Perché diciamocelo, in Hellblazer il fumo è un elemento persistente, occhèi, ma anche il meno violento, cinico o sconvolgente.
Se censurate il fumo, poveri idioti di produttori (Goyer, tu quoque!), censurerete anche tutto il resto, sì?
Perché volete trarre una serie da un’opera così spiccatamente turpe ed eticamente problematica se avete il bagaglio morale ereditato dalle storie di Topolino?
Che francamente, se te ne devi stare con l’ansia di vedere il tuo personalissimo eroe dei fumetti – scelta più o meno condivisibile, diciamo che Constantine sarebbe più che altro un ottimo amico, un eccellente compagno di bevute – andare in giro a dire Caspiterina, demone malvagio! Mi hai turbato i sentimenti con il tuo fare irrispettoso! Il potere della Scoolacciata Magica ti punirà! mentre si rigira in bocca un Chupa Chups alla fragola, ecco, insomma, preferiresti riguardare il film lungometraggio di Dylan Dog.

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Nella nostra realtà, l’incubo è un film di Dylan Dog che con l’Indagatore dell’Incubo non c’entri un’infiocchettatissima.

ndr.L’autore dell’articolo, visibilmente alterato, si è concesso questa licenza poetica, ma occhio: NESSUNO può voler guardare una seconda volta e di sua spontanea volontà il – si perdoni il termine – “film” di Dylan Dog.
Bambini, non prendetelo sul serio.
Scherzava.
Non fatelo a casa.

Tra le cose che sono successe questo mese, c’è che è uscito il trailer di questa carnevalata serie TV.
Trailer che, in un accesso di gentilezza del tutto ingiustificato, si linka a voi deboscia qui sotto.

Visto che roba?
Cioè. Visto le FOTTUTE MANI CHE PRENDONO FUOCO?
Visto Chas, il fidato amico e tassista personale di Constantine, legato a lui da un debito di riconoscenza che si perde nella notte dei tempi trasformato in un FOTTUTO ANGELO che le tre Streghe si spupazerebbero volentieri a turno e ‘fancoolo anche a Leo?
La Magia è stata presa come un dato di fatto: c’è Constantine, c’ha i poteri e bona lì. Esattamente come ti aspetteresti da un Constantine venduto al merchandising dei supertizi in mutandoni in New 52.
Ma in Hellblazer la Magia non è mai qualcosa di dichiarato.
Leggetevi la serie, o il meraviglioso The Books of Magic di Neil Gaiman (di cui scapperà a breve una recensione, occhio pinocchio).
L’arte esoterica non è un dato di fatto, non sono mani che prendono fuoco o angeli che piombano in strada scavando crateri che Michael Bay ci stapperebbe lo champagne.
La Magia è psicologia, è introspezione, è investigazione dell’animo umano spinto ai massimi livelli; è controllo dei propri stati fisiologici per giungere a stati alterati di coscienza, è evocazione volontaria di allucinazioni e distorsioni sensoriali; è la consapevolezza che l’Universo è un gioco di specchi, e che orientando quello che ci è più prossimo in un certo modo sarà possibile ottenere un certo risultato ad una certa distanza.
È la possibilità di generare effetti macroscopici nel mondo reale a partire da cause microscopiche nel mondo mentale.
La Magia è interazione quantica, è il percorso deviato di un atomo per andare a collidere là dove è necessario, è sintonia delle frequenze cerebrali con vibrazioni diverse, è una destrutturazione delle convinzioni, per aprire le porte di Mondi Altri.
La Magia è programmazione neurolinguistica, persuasione, capacità di comunicare ed anche gioco di prestigio, perché no.
La Magia è inganno (e si è tornati a parlare di politica) fatto in buona fede (ah, no).
Non è nulla di eclatante o eccessivamente scenico, ed è necessario che non lo sia: ci circonda, e sarebbe un casino se le persone ancora “addormentate” se ne accorgessero.
Constantine non è un bastardo perché sì, perché fa figo e si rimorchia di più; è un bastardo perché quello che fa gli impone di esserlo, se vuole salvare la pelle, e perché il sarcasmo e l’ironia sono l’unico modo che ha per non perdere la ragione, in un mondo di dolore e dove reale ed irreale si mescolano senza possibilità di discernimento; anzi, dove l’Irreale diviene l’unica realtà.

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Ecco, tipo così.

L’inizio del trailer è decisamente yeah, però: John nel manicomio, ambientazione cupa al punto giusto, riconoscente quanto basta all’Arkham di H.P.Lovecraft; la sua strafottenza spinta agli estremi e richiamata a riva, un attimo prima della fine, da un senso morale mai completamente chiaro, o da un debito contratto chissà quando con se stesso e la sua anima.
Tanti elementi positivi e tanti beh va beh, decisamente un buon potenziale e davvero una grande, grandissima voglia di scoprirne gli sviluppi.

Ma non c’è solo Constantine, nel perverso mondo fumettistico che si sta srotolando in maniera logorroica sul piccolo schermo nella speranza di cavalcare la nerdonda sfornando pootanate pazzesche.
Ci sarebbe anche il trailer di Gotham (non ve lo linko, non sono mica Babbo Natale fuori stagione), che mi sembra tanto una sorta di CSI con la comparsa ogni tanto di qualche bimbo chiamato Bruce Wayne, Harvey Dent o Selina Kyle per far felici i nerdfan.
Sì, insomma, sembra un po’ JL8.

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Con tipo Alfred che cambia il bat-pannolino

C’è anche The Flash, di cui andiamo a parlare in supervelocità (ah ah!)
Dopo l’apprezzabile la serie TV degli anni novanta, del tizio vestito di rosso con gli addominali in gomma piuma e le ‘recchie a forma di alette di plastica che svolazzavano nel vento, ci si riprova.
Il pilot di quella vecchia serie, in fondo, non era male, ma forse per i telefilm vale lo stesso tacito accordo che la società impone sulle persone: una volta dipartite, tutte belle-buone-brave.

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Beh va beh

Diremo che Flash (o meglio Barry Allen) è il supertizio in mutandoni che hai seguito con più piacere nel cartaceo mondo della nona arte: il suo trovare una soluzione a tutti i problemi, la sua indole scientifica ed analitica in grado comunque di assecondare le richieste cardiache del cuore, la sua positività, l’energia che scaturisce dentro ed al di fuori dello Spirito della Velocità te lo hanno reso accattivante già da quando Mark Waid sussurrava con devoto rispetto il suo nome nella sua gestione del personaggio, dove però a vestire di panni del Velocista Scarlatto era il nipote, Wally West.
È con la saga di Rinascita, però, scritta da un Geoff Johns all’apice delle sue energie che il personaggio è salito di diritto nell’Olimpo delle tue letture supereroistiche preferite.
La capacità di Johns di recuperare un eroe che sembrava aver già donato tutto il suo potenziale e riportarlo in un ambiente di supereroismo genuino e tradizionale – in un periodo in cui i tizi mascherati scalciacooli e dalla dubbia moralità andavano per la maggiore – eppure sempre al passo con i tempi gli è valsa un high five pieno quando lo hai incontrato, quasi due anni fa, al Lucca Comics&Gheims.

Ma poche ciance: regia, il trailer, per piacere.

Opporcapaletta, Zoom.
Opporcapupazza, segue per davvero la continuity di Johns a partire da Rinascita.
Esaltante, carico di grandi aspettative, il trailer che tutti stavamo aspettando.
Tutti e tre noi fan di Flash.
Bella la resa dell’eroe in corsa, meravigliosi i turbini di energia elettrostatica generati dalla Speed Force, geniale la citazione forrestgampa, evocativo il dialogo con Oliver Queen.
Qual è il suo “ma”?, ti chiederebbe a questo punto Ted se fossi comodamente seduto sul divano di How I Met Your Mother.
Il “ma” è ben chiaro a tutti, amici miei: con quel costume sembra troppo Sheldon travestito.

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Zum Zum Zum Zum!

Post Scriptum: immagine machebellidea del giorno: Iron Flash.

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Proviene da un film amatoriale su Flash. Se volete cercarlo e magari – dio ve ne scampi – vederlo, si ricorda che questo blog ha unicamente fini ludici e il redattore non è imputabile per l’uso che lo sprovveduto e temerario lettore ne fa.

Baker Street News: una serie TV su John Constantine. O anche su John da solo.

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Che ci volete fare se quelli della DC volevano più money e mi hanno infilato in mezzo ai tizi in mutandoni?

C’è che una new o, come la chiameremo d’ora in poi, una niù, per essere tale, deve essere, uh, nuova.
Che se spacci per niù la vittoria dell’Oscar da parte di Sorrentino, ormai, non ti prende più sul serio nessuno, e rischi anche di ricevere qualche sputo sull’occipitale.
Il guaio è che certe cose non hai sempre voglia di scriverle proprio subito subito, allora scalano nel tuo interminabile Elenco di Post da Redigere Prima o Poi, che a confronto la lista dei debiti di Donald Duck è lo scontrino del bar per il caffè pomeridiano.
E allora oggi peschi da quella lista una notizia che, quando è stata annotata timidamente sul suddetto pezzo di carta della morte, era perdavveramente una niù.
Adesso boh, non sapresti: ma speri sempre che qualche lettore ne rimanga un minimo interessato.
Parliamo del bastardo imbroglione tabagista in impermeabile di cui si era accennato al termine di questa digressione inutile qui.
Partiamo da Joss Whedon, quel tipo che c’ha la fissa per il sesso strano ed ha fatto una serie dove una graziosa ed innocente fanciulla CONFICCA PALETTI DI LEGNO in culoore a maschi decisamente molto brutti, che Calderoli a confronto è un California Dream Man.
Questa patacca stellare da epistassi che guarda distinta signorina si chiama Buffy, si legge Baffi e non sai perché, visto che è sempre rasata che la Venus ci farebbe volentieri causa, senti.

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Dai, seriamente: ad una così, che ci vuoi dire? Non si possono esprimere commenti oggettivi su questo telefilm, quindi non diremo che è sostanzialmente una pootaanata pazzesca. Non si dice.

Comunque, Joss Whedon, si diceva.
Due anni fa ha pensato bene di girare questo film dove sei drugà vestiti stranissimo prendevano a cinquine un tossico vestito ancora più strano di loro, e fin qui tutto bene.
Tutto benissimo, anche, perché The Avengers è piaciuto un botto a tutti; e se a qualcuno non è piaciuto, ci pensava la Scarletta a rimettere le cose nella giusta, uh, prospettiva.
È partita allora questa serie tv, Agents of SHIELD, che narra le gesta dell’organizzazione capitanata da Nick Fury dopo tutto quel gran casino che un dio un po’ bischero ha combinato a Nuova York.
Alla Distinta Concorrenza DC, la casa fumettistica detentrice dei diritti di gente in mutandoni quali Superman, Batman, Lanterna Verde, Flash eccetera, questa cosa ha fatto un po’ storcere il naso.
E che sono, io“, chiede concitato Jeffrey Bewkes, presidente della Warner, casa cinematografica che attualmente detiene i diritti del fumettame DC a Diane Nelson, presidente(ssa) della Detective Comics “il più stronzo?
Ma no che non lo sei, Jeffrey, dai, non fare così.
Christopher Nolan ti ha regalato una trilogia del Cavaliere Oscuro che lèvati, resterà nella storia del cinema, cosa rara per un cinegiornaletto.
Sta anzi lavorando con Snyder per tirarti fuori un rebùt di Superman che scalci cooli, stai tranquillo, stai.

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Ripensandoci, Jeffrey… agitati un po’, che questo qui ti tira giù tutta Metropolis senza ritegno.

Adesso noi non staremo qui a discutere del come e del perché Man of Steel sia a tuo avviso una pootaanata pazzesca, ma diremo comunque che, per contrastare questa ondata di Marvellismo incontenibile, la DC e la Warner pensarono bene di avviare una campagna analoga per i loro prodotti.
Era già in cantiere Arrow, ed era anzi già iniziata ai tempi del pilota di Agent of SHIELD, ma non bastava.
Di più“, grida Jeffrey con gli occhi ormai iniettati di sangue. “Di più!“.
Gli sceneggiatori provano a spiegargli che il materiale è quello, che, insomma, i supereroi sono stati quasi utilizzati tutti, e più di mettere in cantiere uno spin off di Arrow il cui protagonista sia Flash (e se ne parlerà presto, tranquilli) e una serie tv incentrata su Wonder Woman ed intitolata Amazon (serie che – ti informa la tua cara amica e lettrice nota all’internetto ed a tutti i deboscia che guardano le ficscion sottotitolate come Knock^3 Penny – sarebbe dovuta iniziare già nel 2013, ma è stata posticipata per trovare un’attrice con le zinne adatte fare le cose per bene) non possono proprio fare.
Jeffrey non ci crede, non vuole crederci.
Piglia un giornaletto a caso, lo sfoglia, si sorprende di quante figure ci siano.
Poi lo sbatte in faccia agli sceneggiatori, indicando un personaggio: “ ‘sto stronzo con le ‘recchie da topo, ce l’abbiamo una serie tivù su di lui, sì?“.
No, dicono quelli, ma dopo Nolan chi ci ha più il coraggio di mettere le mani su Batman, siamo seri.
E questo coglione brizzolato con i baffi da p0rnodivo?
Ma no, non ce l’abbiamo, ma davvero vuole fare una serie con solo Jim Gordon?
Quello tace.
Gli luccicano gli occhi.
Di più“, mormora, con la bava alla bocca.

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Con un interprete che non c’azzecca un’infiocchettatissima, tra l’altro.

Giungiamo al punto. Ogni tanto te lo si dice che parti per la tangente, poi finisce che il post termina senza che tu abbia scritto quel che volevi scrivere, alla Heidegger.
In questo tripudio di serie TV e film fumettistici è caduto anche un tuo personalissimo eroe.
Diciamo pure il tuo personaggio del mondo delle vignette preferito, a pari merito con Dylan Dog (più che altro perché è qui di fianco, sapete, non vorresti offendere).
Rullo di tamburi.
Stiamo parlando di
wait for it
John Constantine.
Del motivo per cui il fumetto Hellblazer sia così meravigliosamente meraviglioso e del perché il suo protagonista sia praticamente un tuo doppio nel mondo della Nona Arte parleremo magari un’altra volta.
Per ora, via con le indiscrezioni.
John Constantine fu ideato da quel discreto geniaccio di Alan Moore per le pagine di Swamp Thing, traendo ispirazione dalla fisionomia dell’allora cantante dei Police, Sting.
Chi lo interpreterà in questa serie TV, chiamata in un pazzerello guizzo di originalità Constantine?
Pare che la scelta sia caduta sull’ attore britannico Matt Ryan (reso celebre che ha già recitato in Criminal Minds); e devi ammettere che nei panni del personaggio si è calato a pennello.

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Daniel Cerone (Dexter) scriverà la sceneggiatura insieme a David Goyer (Batman Begins), che sarà anche produttore esecutivo. Il pilot sarà diretto da Neill Marshall (Game of Thrones).
Che cos’altro sappiamo?
Sappiamo che Constantine sarà inglese, ma la serie sarà ambientata a Nuova York (“Come gli Avengers! Come gli Avengers!“, ha urlato in faccia agli sceneggiatori il nostro amico Jeffrey), e già qui gli affezionati del fumetto inizieranno a storcere il naso.
Più che altro, per la puzza di quel primo tentativo di trasposizione cinematografica, nel 2005.
A tuo avviso, Constantine era un bel film, anche se si trattava ovviamente di un prodotto estremamente diverso dal fumetto.
Molti lo hanno odiato, e chissà se questa serie avrà il coraggio di rimanere fedele alla sua versione cartacea (parli di coraggio perché… beh, ma perdinci, leggetelo!) o se sceglierà una via di mezzo tra la trasposizione cinematografica e le storie di Delano ed Ennis.

Le riprese dell’episodio pilota verranno effettuate sia nella città di New York che nella sua periferia, e molte scene verranno girate nell’Ospedale psichiatrico di Ravenscar, notizia che donerà una gentile dose di occhioni a cuoricino per gli amanti del fumetto.
Ma rincariamo: leggi su BadTaste che il protagonista verrà rappresentato come “un truffatore e un misterioso detective dell’occulto (sì, esatto, tipo Scooby Doo, ndr), ossessionato dalla recente perdita dell’anima di una giovane ragazza. Non estraneo al mondo oscuro degli inferi che esiste in parallelo al nostro, Constantine ha iniziato a studiare le arti oscure quando era solo un adolescente (nello stesso periodo in cui i coetanei scoprivano le gioie dell’onanismo. Ok, la pianti.).
Da solo ha imparato a pronunciare incantesimi, rituali, maledizioni e persino giochi di prestigio, ma la persona che più desidera vedere e che, almeno per ora, rimane al di fuori della sua portata, è sua madre – morta per darlo alla luce (che acquisto! niente, è più forte di te).
Quando Liv, la figlia di un amico deceduto, viene presa di mira dai demoni, Constantine interviene per salvarla e i due formano un’alleanza.”
Nel pilot sarà presente anche il personaggio di Papa Midnite, un boss della mafia immortale che opera fuori New York, visto per la prima volta nel primo numero di Hellblazer. Descritto come un uomo d’affari e un praticante di riti vodoo, Papa Midnite, per Constantine, è a volte un inusuale alleato e a volte un nemico.

Ogni medaglia ha però anche un rovescio, perciò calmate il gorilla che avete sulla spalla e ti si segua.
Vi sono infatti alcune palesi pootaanate a cui i nostri ingenui amici sceneggiatori stanno andando incontro. Ad esempio, la storia dell’angelo custode Manny, interpretato da Harold Perrineau, che oltre a far perdere l’alone di epicità del personaggio – estremamente figo perché sempre estremamente solo – fa anche un sacco Streghe, esattamente il tipo di serie tv che se non ci sbatti tre belle fanciulle come protagoniste procederà sempre zoppicando.
Inoltre, il mitico Chas, amico e tassista di John, disporrà di particolari abilità soprannaturali, cosa che, oltre a snaturare il personaggio, rischia di renderlo troppo poco umano, quando invece la sua funzione è spesso quella di riportare John un po’ con i piedi per terra, oltre a scarrozzarlo con il suo taxi da un punto all’altro dell’Inghilterra.
Si riparlerà di Constantine su queste coordinate, garantito.
Per ora, incroci le dita e speri che ne esca un prodotto decente, e non una di quelle marchette fatte in serie per far felice Jeffrey.
Altrimenti, sai cosa, gentilissimo presidente della Warner?

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