Alan Moore

Baker Street News: una serie TV su John Constantine. O anche su John da solo.

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Che ci volete fare se quelli della DC volevano più money e mi hanno infilato in mezzo ai tizi in mutandoni?

C’è che una new o, come la chiameremo d’ora in poi, una niù, per essere tale, deve essere, uh, nuova.
Che se spacci per niù la vittoria dell’Oscar da parte di Sorrentino, ormai, non ti prende più sul serio nessuno, e rischi anche di ricevere qualche sputo sull’occipitale.
Il guaio è che certe cose non hai sempre voglia di scriverle proprio subito subito, allora scalano nel tuo interminabile Elenco di Post da Redigere Prima o Poi, che a confronto la lista dei debiti di Donald Duck è lo scontrino del bar per il caffè pomeridiano.
E allora oggi peschi da quella lista una notizia che, quando è stata annotata timidamente sul suddetto pezzo di carta della morte, era perdavveramente una niù.
Adesso boh, non sapresti: ma speri sempre che qualche lettore ne rimanga un minimo interessato.
Parliamo del bastardo imbroglione tabagista in impermeabile di cui si era accennato al termine di questa digressione inutile qui.
Partiamo da Joss Whedon, quel tipo che c’ha la fissa per il sesso strano ed ha fatto una serie dove una graziosa ed innocente fanciulla CONFICCA PALETTI DI LEGNO in culoore a maschi decisamente molto brutti, che Calderoli a confronto è un California Dream Man.
Questa patacca stellare da epistassi che guarda distinta signorina si chiama Buffy, si legge Baffi e non sai perché, visto che è sempre rasata che la Venus ci farebbe volentieri causa, senti.

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Dai, seriamente: ad una così, che ci vuoi dire? Non si possono esprimere commenti oggettivi su questo telefilm, quindi non diremo che è sostanzialmente una pootaanata pazzesca. Non si dice.

Comunque, Joss Whedon, si diceva.
Due anni fa ha pensato bene di girare questo film dove sei drugà vestiti stranissimo prendevano a cinquine un tossico vestito ancora più strano di loro, e fin qui tutto bene.
Tutto benissimo, anche, perché The Avengers è piaciuto un botto a tutti; e se a qualcuno non è piaciuto, ci pensava la Scarletta a rimettere le cose nella giusta, uh, prospettiva.
È partita allora questa serie tv, Agents of SHIELD, che narra le gesta dell’organizzazione capitanata da Nick Fury dopo tutto quel gran casino che un dio un po’ bischero ha combinato a Nuova York.
Alla Distinta Concorrenza DC, la casa fumettistica detentrice dei diritti di gente in mutandoni quali Superman, Batman, Lanterna Verde, Flash eccetera, questa cosa ha fatto un po’ storcere il naso.
E che sono, io“, chiede concitato Jeffrey Bewkes, presidente della Warner, casa cinematografica che attualmente detiene i diritti del fumettame DC a Diane Nelson, presidente(ssa) della Detective Comics “il più stronzo?
Ma no che non lo sei, Jeffrey, dai, non fare così.
Christopher Nolan ti ha regalato una trilogia del Cavaliere Oscuro che lèvati, resterà nella storia del cinema, cosa rara per un cinegiornaletto.
Sta anzi lavorando con Snyder per tirarti fuori un rebùt di Superman che scalci cooli, stai tranquillo, stai.

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Ripensandoci, Jeffrey… agitati un po’, che questo qui ti tira giù tutta Metropolis senza ritegno.

Adesso noi non staremo qui a discutere del come e del perché Man of Steel sia a tuo avviso una pootaanata pazzesca, ma diremo comunque che, per contrastare questa ondata di Marvellismo incontenibile, la DC e la Warner pensarono bene di avviare una campagna analoga per i loro prodotti.
Era già in cantiere Arrow, ed era anzi già iniziata ai tempi del pilota di Agent of SHIELD, ma non bastava.
Di più“, grida Jeffrey con gli occhi ormai iniettati di sangue. “Di più!“.
Gli sceneggiatori provano a spiegargli che il materiale è quello, che, insomma, i supereroi sono stati quasi utilizzati tutti, e più di mettere in cantiere uno spin off di Arrow il cui protagonista sia Flash (e se ne parlerà presto, tranquilli) e una serie tv incentrata su Wonder Woman ed intitolata Amazon (serie che – ti informa la tua cara amica e lettrice nota all’internetto ed a tutti i deboscia che guardano le ficscion sottotitolate come Knock^3 Penny – sarebbe dovuta iniziare già nel 2013, ma è stata posticipata per trovare un’attrice con le zinne adatte fare le cose per bene) non possono proprio fare.
Jeffrey non ci crede, non vuole crederci.
Piglia un giornaletto a caso, lo sfoglia, si sorprende di quante figure ci siano.
Poi lo sbatte in faccia agli sceneggiatori, indicando un personaggio: “ ‘sto stronzo con le ‘recchie da topo, ce l’abbiamo una serie tivù su di lui, sì?“.
No, dicono quelli, ma dopo Nolan chi ci ha più il coraggio di mettere le mani su Batman, siamo seri.
E questo coglione brizzolato con i baffi da p0rnodivo?
Ma no, non ce l’abbiamo, ma davvero vuole fare una serie con solo Jim Gordon?
Quello tace.
Gli luccicano gli occhi.
Di più“, mormora, con la bava alla bocca.

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Con un interprete che non c’azzecca un’infiocchettatissima, tra l’altro.

Giungiamo al punto. Ogni tanto te lo si dice che parti per la tangente, poi finisce che il post termina senza che tu abbia scritto quel che volevi scrivere, alla Heidegger.
In questo tripudio di serie TV e film fumettistici è caduto anche un tuo personalissimo eroe.
Diciamo pure il tuo personaggio del mondo delle vignette preferito, a pari merito con Dylan Dog (più che altro perché è qui di fianco, sapete, non vorresti offendere).
Rullo di tamburi.
Stiamo parlando di
wait for it
John Constantine.
Del motivo per cui il fumetto Hellblazer sia così meravigliosamente meraviglioso e del perché il suo protagonista sia praticamente un tuo doppio nel mondo della Nona Arte parleremo magari un’altra volta.
Per ora, via con le indiscrezioni.
John Constantine fu ideato da quel discreto geniaccio di Alan Moore per le pagine di Swamp Thing, traendo ispirazione dalla fisionomia dell’allora cantante dei Police, Sting.
Chi lo interpreterà in questa serie TV, chiamata in un pazzerello guizzo di originalità Constantine?
Pare che la scelta sia caduta sull’ attore britannico Matt Ryan (reso celebre che ha già recitato in Criminal Minds); e devi ammettere che nei panni del personaggio si è calato a pennello.

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Daniel Cerone (Dexter) scriverà la sceneggiatura insieme a David Goyer (Batman Begins), che sarà anche produttore esecutivo. Il pilot sarà diretto da Neill Marshall (Game of Thrones).
Che cos’altro sappiamo?
Sappiamo che Constantine sarà inglese, ma la serie sarà ambientata a Nuova York (“Come gli Avengers! Come gli Avengers!“, ha urlato in faccia agli sceneggiatori il nostro amico Jeffrey), e già qui gli affezionati del fumetto inizieranno a storcere il naso.
Più che altro, per la puzza di quel primo tentativo di trasposizione cinematografica, nel 2005.
A tuo avviso, Constantine era un bel film, anche se si trattava ovviamente di un prodotto estremamente diverso dal fumetto.
Molti lo hanno odiato, e chissà se questa serie avrà il coraggio di rimanere fedele alla sua versione cartacea (parli di coraggio perché… beh, ma perdinci, leggetelo!) o se sceglierà una via di mezzo tra la trasposizione cinematografica e le storie di Delano ed Ennis.

Le riprese dell’episodio pilota verranno effettuate sia nella città di New York che nella sua periferia, e molte scene verranno girate nell’Ospedale psichiatrico di Ravenscar, notizia che donerà una gentile dose di occhioni a cuoricino per gli amanti del fumetto.
Ma rincariamo: leggi su BadTaste che il protagonista verrà rappresentato come “un truffatore e un misterioso detective dell’occulto (sì, esatto, tipo Scooby Doo, ndr), ossessionato dalla recente perdita dell’anima di una giovane ragazza. Non estraneo al mondo oscuro degli inferi che esiste in parallelo al nostro, Constantine ha iniziato a studiare le arti oscure quando era solo un adolescente (nello stesso periodo in cui i coetanei scoprivano le gioie dell’onanismo. Ok, la pianti.).
Da solo ha imparato a pronunciare incantesimi, rituali, maledizioni e persino giochi di prestigio, ma la persona che più desidera vedere e che, almeno per ora, rimane al di fuori della sua portata, è sua madre – morta per darlo alla luce (che acquisto! niente, è più forte di te).
Quando Liv, la figlia di un amico deceduto, viene presa di mira dai demoni, Constantine interviene per salvarla e i due formano un’alleanza.”
Nel pilot sarà presente anche il personaggio di Papa Midnite, un boss della mafia immortale che opera fuori New York, visto per la prima volta nel primo numero di Hellblazer. Descritto come un uomo d’affari e un praticante di riti vodoo, Papa Midnite, per Constantine, è a volte un inusuale alleato e a volte un nemico.

Ogni medaglia ha però anche un rovescio, perciò calmate il gorilla che avete sulla spalla e ti si segua.
Vi sono infatti alcune palesi pootaanate a cui i nostri ingenui amici sceneggiatori stanno andando incontro. Ad esempio, la storia dell’angelo custode Manny, interpretato da Harold Perrineau, che oltre a far perdere l’alone di epicità del personaggio – estremamente figo perché sempre estremamente solo – fa anche un sacco Streghe, esattamente il tipo di serie tv che se non ci sbatti tre belle fanciulle come protagoniste procederà sempre zoppicando.
Inoltre, il mitico Chas, amico e tassista di John, disporrà di particolari abilità soprannaturali, cosa che, oltre a snaturare il personaggio, rischia di renderlo troppo poco umano, quando invece la sua funzione è spesso quella di riportare John un po’ con i piedi per terra, oltre a scarrozzarlo con il suo taxi da un punto all’altro dell’Inghilterra.
Si riparlerà di Constantine su queste coordinate, garantito.
Per ora, incroci le dita e speri che ne esca un prodotto decente, e non una di quelle marchette fatte in serie per far felice Jeffrey.
Altrimenti, sai cosa, gentilissimo presidente della Warner?

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